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Psicologa Psicoterapeuta - Analista Transazionale CTA - Tutor Apprendimento DSA BES

Chi è e cosa fa lo Psicologo Tutor Apprendimento DSA BES

“E’ maestro chi aiuta, non chi ‘ingozza’ e giudica. Chi è alleato non dell’errore ma dell’allievo e cerca insieme a lui di capire perché l’errore è accaduto e come lo si può risolvere. […] Il lavoro da fare […] è eliminare la sofferenza dell’errore, trasformarla in incoraggiamento a migliorare tramite l’aiuto degli altri e la consapevolezza di sé.”
DANIELA LUCAGELI

L’attività svolta dal tutor consiste nel “Programmare l’acquisizione di competenze, seguendo un percorso che preveda la proposta e la sperimentazione di specifici strumenti e strategie, la motivazione all’uso degli stessi, il rinforzo, perché ciò si trasformi in routine, e la progressiva riduzione del sostegno a favore di una completa autonomia.” (Daffi & Prandolini, 2013). Il Tutor non si focalizza sui contenuti delle materie ma sul metodo e le strategie per apprendere.

insegnante efficaceIl Tutor dell’Apprendimento Psicologo è una figura professionale qualificata e formata riguardo i processi coinvolti nell’apprendimento (cognitivi, emotivi e relazionali) e riguardo i Disturbi d’Apprendimento e i Bisogni Educativi Speciali, che si tiene aggiornato nel tempo partecipando a corsi, leggendo libri e articoli da fonti scientifiche e autorevoli, che sperimenta soluzioni creative anche digitali per rispondere ai bisogni dell’allievo tenendo conto anche delle richieste della famiglia, della scuola e le normative vigenti.

Conosce le leggi vigenti ed è tenuto al segreto professionale e quindi a trattare con riservatezza le informazioni di cui viene a conoscenza.

“Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare.”
SOCRATE

“La mente non è un vaso da riempire ma un fuoco da accendere.”
PLUTARCO

“Chi educa non può più limitarsi a trasmettere conoscenze, ma deve svolgere un lavoro di orientamento.”
FERNANDO SAVATER

Il Tutor Psicologo nello svolgimento della propria attività col ragazzo agisce in direzione dell’obiettivo dell’autonomia nello studio avvalendosi di varie competenze e conoscenze:

  • Elabora un intervento personalizzato calibrandosi sulle caratteristiche dello studente e del contesto familiare e scolastico;
  • Si pone come “facilitatore” dell’apprendimento e indirizza lo studente nell’acquisizione di un “metodo di studio” proponendo strategie, strumenti compensativi e tecnologici, e lo aiuta a padroneggiarli per poterli usare a casa e a scuola. Inoltre pone attenzione anche all’organizzazione e pianificazione delle attività in base agli obiettivi da raggiungere e al tempo a disposizione.
  • Stimola la “metacognizione” e le “funzioni esecutive”, cioè la consapevolezza che il ragazzo ha di sé stesso, delle proprie caratteristiche e “stile di apprendimento”, comportamento ed emozioni rispetto ai compiti.
  • Stimola uno “stile attribuzionale” “locus of control” interno e controllabile e quindi la motivazione ad impegnarsi, il senso di autoefficacia e l’autostima.
  • Ascolta e risponde alle comunicazioni dello studente con consapevolezza ed empatia, si pone come figura autorevole e benevola, usa un linguaggio mirato, fa modellamento e modellaggio, in modo da stimolarne la crescita in direzione del proprio obiettivo di crescita ed evitando giochi relazionali e dipendenza dall’adulto.
  • Crea “alleanza”, cioè una “relazione di fiducia” in cui fornisce feedback specifici e realistici, inoltre accoglie ansie e impotenza appresa, convinzioni disfunzionali su di sé e i compiti per affrontarli insieme.

“Un allenatore di studenti trasmette un messaggio di forza, grinta, passione per lo studio.”
PIETRO LOMBARDO

Inoltre il Tutor Psicologo svolge la propria attività in collaborazione con altri professionisti che seguono lo studente, prende visione della diagnosi e del Piano Didattico Personalizzato (PDP), costruisce alleanza con la famiglia e con la scuola e laddove necessario svolge un ruolo di mediatore tra queste.

“Aiutiamoli a fare da soli!”
MARIA MONTESSORI

Ciò consente al tutor di raccogliere informazioni e avere una visione più completa del ragazzo, può conoscere il contesto familiare e scolastico e quindi proporre delle soluzioni che tengano conto delle richieste di tutte le parti coinvolte, definire strategie e obiettivi condivisi, in modo da inviare messaggi coerenti allo studente e creare una rete di supporto che ha come scopo più importante il benessere della famiglia.

Ti indicherò dov’è il pozzo, ti darò il secchio, ti darò la fune, ti insegnerò ad usarli, ma non prenderò l’acqua per te.

Leggi l’articolo: Attenzione, concentrazione, pianificazione e organizzazione: le Funzioni Esecutive importanti per lo studio

BIBLIOGRAFIA

Giacomo Stella, Luca Grandi. “Come leggere la dislessia e i dsa”. Giunti Editore. 2011.

Gianluca Lo Presti. “Nostro figlio è dislessico”. Edizioni Centro Studi Erickson. 2015

Rossana De Beni, Angelica Moè. “Motivazione e apprendimento”. Il Mulino. 2000.

Gianluca Daffi, Cristina Prandolini. “ADHD e compiti a casa”. Edizioni Centro Studi Erickson. 2013

Fabio Celi, Daniela Fontana. “Psicopatologia dello sviluppo”. McGraw-Hill Education. 2015.

G. M. Gazda. “Sviluppo delle relazioni umane”. IFREP, 1991.

Maria De Martino, Michele Novellino, Anna Vicinanza. “L’alleanza nella relazione didattica”. Liguori. 1990

Daniela Lucangeli. “Cinque Lezioni leggere sull’emozione di apprendere”. Edizioni Centro Studi Erickson. 2020.