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Psicologa Psicoterapeuta - Analista Transazionale CTA - Tutor Apprendimento DSA BES

Alleanza didattica con l’Analisi Transazionale

EMOZIONI, PENSIERI e COMPORTAMENTO sono strettamente legati e si influenzano reciprocamente nel fluire dell’esperienza, perciò se uno studente ha un buon rapporto con insegnanti e compagni può dedicarsi allo studio in modo più sereno.” (Corndoldi et al., 2015).

Daniela Lucangeli sostiene che: “L’insegnante deve essere un osservatore attento e un alleato che tiene conto delle emozioni coinvolte nell’apprendimento e prima fra tutte la paura di sbagliare. Se l’allievo impara con paura, senso di colpa, vergogna, noia e ansia, allora scapperà davanti al compito per proteggersi; ma se l’insegnante lo sostiene con un sorriso, un abbraccio, una storia appassionante e l’allegria, allora l’allievo andrà avanti più volentieri affrontando la fatica e le difficoltà” (Lucangeli, 2019).


L’Analisi Transazionale di Eric Berne

L’Analisi Transazionale [1] si presta all’analisi delle dinamiche interpersonali in ambito scolastico e pedagogico. Offre la possibilità agli operatori di superare comportamenti ripetitivi e a volte inefficaci per intervenire in modo più consapevole e mirato avvalendosi di un metodo pragmatico e di comunicazione efficace per poter risolvere situazioni complicate. Infatti gli operatori in quanto adulti di riferimento sono figure genitoriali per gli alunni e fonti di frustrazioni, gratificazioni e modellamento. L’apparato teorico dell’AT è piuttosto complesso e qui saranno presentati brevemente solo alcuni concetti pertinenti.

L’Analisi Transazionale effettua l’analisi della personalità in termini di Stati dell’Io, Genitore, Adulto e Bambino [2], che hanno diverse funzioni e possono essere sia positivi che negativi. Questi sono presenti sia nel dialogo interiore della persona sia nelle comunicazioni interpersonali dette Transazioni. In tal senso, intrapsichico e interpersonale sono due facce della stessa medaglia. Ognuno di noi utilizza più uno o più l’altro “Stato dell’Io” in modo spontaneo e automatico ma può scegliere quale usare per dialogare con sé stesso e con l’altro. È importante che l’operatore si avvalga e stimoli nell’altro attraverso la comunicazione, gli “Stati dell’Io” positivi.

Sia Novellino sia Chalvin mettono l’accento sull’importanza delle Carezze o Strokes, cioè unità di riconoscimento che rispondono ad un bisogno fondamentale dell’individuo, quello di essere appunto visto e riconosciuto dall’altro significativo. Inoltre sottolineano l’importanza di conoscere i Giochi tipici di insegnanti e studenti per prevenirli o interromperli.


Esempio di Gioco n.1: “Baccano”
“Carmine in classe disturba continuamente ed è sordo ai ripetuti richiami da parte dell’insegnante; questi ad un certo punto, irato, lo manda fuori. Il ragazzo, attraverso il comportamento di disturbo, ha ottenuto per un momento la massima attenzione del docente; il suo fine è stato quello di procurarsi Carezze, anche se negative […]. Entrambi vivono uno stato d’animo spiacevole […].” (De Martino et al., 1990, p. 134-135).


Esempio di Gioco n.2: “Non è colpa mia”
“Il professore fa l’appello e manca uno studente. I presenti gli suggeriscono di non perdere tempo. Proprio quando sta per iniziare la lezione, l’assente entra in classe in ritardo con aria indifferente e intimidita. Allora il professore lo rimprovera e a quel punto il ragazzo inizia a protestare «Ma non è colpa mia!» e a snocciolare una serie di scuse più o meno credibili come «c’era un funerale, l’autobus ha fatto tardi ecc..» Il professore si aspetta il rispetto delle regole, l’alunno fa la vittima, il professore si sente preso in giro e lo sgrida, l’alunno si ribella e attacca il professore. Entrambi sperimentano emozioni spiacevoli e convinzioni dolorose su di sé e sugli altri.” (Chalvin, 1982).


Un’altra modalità relazionale da evitare è la simbiosi, poiché: “Ostacola l’apprendimento da parte dell’allievo in quanto disattiva il suo Stato dell’Io Adulto e lo pone in una situazione di dipendenza.” (De Martino et al., 1990, p.151) che promuove un Comportamento Passivo davanti al compito e convalida la Svalutazione di sé e la bassa autostima.

Le ricerche dimostrano che tra insegnante e studente si può instaurare una relazione profonda e duratura, cioè una relazione di Attaccamento [3] e che questa incide sul rendimento scolastico. “Un buon attaccamento insegnante-allievo, cioè un attaccamento sicuro, promuove l’apprendimento e migliora il rendimento scolastico inoltre in adolescenza gli effetti dell’attaccamento sicuro si estendono alla capacità di stare attenti in classe, alla prevenzione di comportamenti anti-sociali come l’aggressività, l’uso di alcol e droghe, sesso promiscuo o in età prematura e dispersione scolastica.” (De Villa, 2011). In base al tipo di relazione che lo studente ha con le proprie figure di accudimento principali, cioè i genitori, avrà delle aspettative circa la capacità dell’adulto di rispondere ai suoi bisogni. Quindi lo studente che ha interiorizzato un attaccamento sicuro, si rivolgerà all’insegnante con fiducia e manifestando i propri bisogni perché si aspetta di essere ascoltato, capito e supportato.

Lo studente che invece ha un attaccamento insicuro, avrà un gran bisogno di vicinanza ma lo manifesterà in modi disfunzionali appresi in famiglia e che possono stimolare l’insegnante a reagire in modo tale da confermare le aspettative di rifiuto e incomprensione e quindi a stabilire una relazione di attaccamento insicuro. L’insegnante dotato di sensibilità, è attento a cogliere i segnali di bisogno e vi risponde adeguatamente soddisfacendoli in un tempo ragionevole, in modo da instaurare una relazione positiva grazie alla quale col tempo lo studente potrà crescere e sviluppare fiducia in sé stesso. L’insegnante funziona da “base sicura” a cui l’allievo può far riferimento in caso di necessità e da cui potersi allontanare serenamente per esplorare, apprendere e diventare sempre più autonomo e fiducioso nelle proprie capacità.

Quindi, visti i benefici che ne conseguono, vale la pena chiedersi: “Come gli operatori possono sviluppare relazioni positive, libere da Giochi e Simbiosi e caratterizzate da attaccamento sicuro, con i propri studenti? Per uscire dai Giochi, è necessario riconoscerli e non assumere la posizione complementare stimolata dall’altro ma dare una risposta diversa da quella che il giocatore si aspetta, quindi ignorare il gioco e non prendervi parte oppure incrociare la transazione fornendo una risposta opposta a quella attesa cioè l’antitesi del Gioco.” (D’Amanti, 2011). In generale, dato che è impossibile non comunicare e non stare in relazione e dato che i Giochi soddisfano dei bisogni, è necessario allenarsi a sperimentare “modalità alternative di stare in relazione” per soddisfare tali bisogni in modo positivo e insegnare all’altro nuovi modi di stare in relazione.

“A tale scopo, è indispensabile che l’operatore si assuma la responsabilità di conoscersi meglio e di apprendere degli strumenti per osservare le interazioni e condurle in modo positivo usando coscientemente i propri “Stati dell’Io” positivi per aiutare gli studenti nel loro percorso di crescita, formazione dell’identità e di apprendimento. Gli insegnanti e operatori possono imparare a percepire e rispondere con empatia, rispetto, cordialità, concretezza, genuinità, apertura di sé, franchezza, immediatezza.” (Gazda, 1991). L’operatore dovrà fornire “Carezze” positive e realistiche per motivare l’alunno ad impegnarsi e dovrà evitare i “Giochi”, infatti “L’insegnante che non fa giochi, li riconosce o li interrompe, si pone come modello positivo ostacolando la comunicazione distorta e patologica, ed offre la possibilità di sperimentare relazioni autentiche. Tutto ciò a vantaggio della formazione e dell’apprendimento degli alunni e della propria crescita personale.” (De Martino et al., 1990, p. 131).

Inoltre “L’insegnante che stabilisce delle relazioni sane e positive con gli studenti esce di classe felice e contento, stanco ma contento, soddisfatto per aver fatto un buon lavoro.” (Chalvin, 1982, p. 103) e “Per poter stimolare gli Stati dell’Io positivi nell’alunno ha da prendere coscienza del funzionamento dei propri Stati dell’Io magari usando lo strumento Egogramma.” (Chalvin, 1982).


Analisi Transazionale Socio-Cognitiva di Pio Scilligo
Superfice ATSC Se Intrapsichico
Superfice ATSC Proponente
Superfice ATSC Rispondente

A tale scopo, può essere utile anche l’Analisi-Transazionale Socio-Cognitiva di Scilligo [4], è importante che l’insegnante stimoli l’attivazione degli “Stati dell’Io Liberi e Protettivi” (cioè il I e il IV quadrante che si collocano nella polarità dell’Amore e che coincidono con la Quaterna del Benessere e l’attaccamento sicuro) che si traduce con la capacità di essere sensibili sia al mondo interiore, fatto di bisogni, desideri e paure ecc, che al mondo esterno fatto di norme, relazioni e ambiente. “L’integrazione e lo sviluppo di questi Stati dell’Io sono connessi all’attaccamento di tipo sicuro e in generale costituiscono la base del benessere psico-fisico dell’individuo. È importante anche favorire nella classe un clima di accoglienza reciproca, di spontaneità nel rispetto degli altri e di solidarietà […]” (De Villa, 2011) magari avvalendosi di metodologie didattiche attive (Rossi&Bianchi, n.d.) che puntano anche a favorire l’apprendimento di competenze relazionali, utili al benessere immediato e in futuro nel mondo del lavoro. L’insegnante può instaurare una relazione sicura e stimolare questi Stati dell’Io nello studente quando li ha sperimentati e strutturati in prima persona.

Ecco perché risulta fondamentale la formazione degli insegnanti che abbia come obiettivi in primo luogo la consapevolezza di sé e dei propri “Stati dell’Io” che entrano in gioco nella relazione con gli allievi e in secondo luogo l’apprendere come utilizzarli in modo efficace per instaurare relazioni d’attaccamento sicuro. Fondamentale è anche la collaborazione tra scuole famiglia che, nel caso di DSA e BES, passa anche attraverso i professionisti quali neuropsicologi, educatori, logopedisti, pedagogisti e tutor apprendimento. Maggiori strumenti e strategie a disposizione a partire da una maggiore conoscenza di sé e delle dinamiche umane, può prevenire la dispersione scolastica degli allievi e il burn-out negli insegnanti e offrire relazioni positive con ricadute positive sul benessere psicofisico delle persone e della società.

Relazione insegnante-studente: raggiungere il benessere con gli Stati dell’Io dell’Analisi Transazionale Socio-Cognitiva

Le ricerche dimostrano che tra insegnante e studente si può instaurare una relazione profonda e duratura, cioè una “relazione di attaccamento” e che questa incide sul rendimento scolastico. L’attaccamento si distingue in due grandi categorie: SICURO e INSICURO [5].

Un buon attaccamento insegnante-allievo, cioè un attaccamento sicuro, promuove l’apprendimento e migliora il rendimento scolastico inoltre in adolescenza gli effetti dell’attaccamento sicuro si estendono alla capacità di stare attenti in classe, alla prevenzione di comportamenti anti-sociali come l’aggressività, l’uso di alcol e droghe, sesso promiscuo o in età prematura, la dispersione scolastica. In base al tipo di relazione che lo studente ha con le proprie figure di accudimento principali, cioè i genitori, avrà delle aspettative circa la capacità dell’adulto di rispondere ai suoi bisogni. Quindi lo studente che ha interiorizzato un attaccamento sicuro, si rivolgerà all’insegnante con fiducia e manifestando i propri bisogni perché si aspetta di essere ascoltato, capito e supportato.

Lo studente che invece ha un attaccamento insicuro, avrà un gran bisogno di vicinanza ma lo manifesterà in modi disfunzionali appresi in famiglia e che possono stimolare l’insegnante a reagire in modo tale da confermare le aspettative di rifiuto e incomprensione e quindi a stabilire una relazione di attaccamento insicuro. L’insegnante dotato di “sensibilità”, è attento a cogliere i segnali di bisogno e vi risponde adeguatamente soddisfacendoli in un tempo ragionevole, in modo da instaurare una relazione positiva grazie alla quale col tempo lo studente potrà crescere e sviluppare fiducia in sé stesso. L’insegnante funziona da “base sicura” a cui l’allievo può far riferimento in caso di necessità e da cui potersi allontanare serenamente per esplorare, apprendere e diventare sempre più autonomo e fiducioso nelle proprie capacità.

Quindi, visti i benefici che ne conseguono, vale la pena chiedersi: come gli insegnanti possono sviluppare relazioni positive, cioè instaurare un attaccamento sicuro, con i propri studenti?
A tale scopo, può essere utile l’Analisi-Transazionale Socio-Cognitiva di Scilligo[6]. È importante che l’insegnante stimoli l’attivazione degli “Stati dell’Io” [7] Liberi e Protettivi (cioè il I e il IV quadrante che si collocano nella polarità dell’Amore e che coincidono con la “Quaterna del Benessere”) che si traduce con la capacità di essere sensibili sia al mondo interiore, fatto di bisogni, desideri e paure ecc, che al mondo esterno fatto di norme, relazioni e ambiente fisico. L’integrazione e lo sviluppo di questi Stati dell’Io sono connessi all’attaccamento di tipo sicuro e in generale costituiscono la base del benessere psico-fisico dell’individuo.

L’insegnante può instaurare una relazione sicura e stimolare questi Stati dell’Io nello studente quando li ha sperimentati e strutturati in prima persona. Ecco perché risulta fondamentale la formazione degli insegnanti che abbia come obiettivi in primo luogo la “consapevolezza di sé e dei propri Stati dell’Io” che entrano in gioco nella relazione con gli allievi e in secondo luogo l’apprendere come utilizzarli in modo efficace per instaurare relazioni d’attaccamento sicuro.

È importante anche favorire nella classe un clima di accoglienza reciproca, di spontaneità nel rispetto degli altri e di solidarietà. Inoltre, risulta fondamentale anche il senso di appartenenza alla scuola che può essere favorito da attività extra-curriculari, dalla continuità del personale e dall’organizzazione della scuola stessa. Pertanto, per migliorare la scuola risulta utile migliorare il rapporto tra insegnante e allievo sia a scopo preventivo che riparativo e per raggiungere questo obiettivo è possibile avvalersi della formazione in ATSC. Aggiungo che nessuna formazione può sostituire la volontà di fare con passione e impegno una professione tanto delicata quanto complessa come quella a contatto con l’umano.


NOTE

[1] L’Analisi Transazionale da qui in avanti sarà indicata con AT.

[2] Il concetto di “Stato dell’Io” è stato introdotto per la prima volta da Eric Berne, fondatore dell’Analisi Transazionale. Brevemente uno Stato dell’Io consiste in un “insieme coerente di pensieri, sentimenti e comportamenti che […] costituiscono la struttura della persona.” (Mastromarino & Scoliere, 1999).

Scilligo definisce gli Stati dell’Io dell’AT in termini più complessi. Infatti integra all’AT di Berne anche altri modelli come la teoria dell’attaccamento, il modello SASB della Benjamin e altri. Gli “Stati dell’Io” sono definiti in base alla dimensione affettiva odio-amore e alla dimensione passività-attivazione, nella relazione con sé e con gli altri. Perciò individua tre superfici: il Sé, il Proponente o Genitore Relazionale, il Rispondente o Bambino Relazionale.
Ogni Superficie presenta due dimensioni che creano quattro quadranti all’interno dei quali troviamo tre “Stati dell’Io”. “Ogni Stato dell’Io è costituito da pensieri, sentimenti e comportamenti fatti di memorie dichiarative (coscienti) e procedurali (automatiche) appresi nel rapporto con l’altro significativo in infanzia e che si espletano, cioè si manifestano, nel rapporto con sé e con gli altri nella vita (Scilligo, 2009).

[3] La “Teoria dell’Attaccamento” è stata formulata da Bowlby che indica quattro tipologie di stare in relazione: sicuro, insicuro-evitante, insicuro-ansioso, disorganizzato. Questi vengono apprese nella primissima infanzia nella relazione significati col caregiver e poi riproposta nelle relazioni in età adulta.

[4] “L’Analisi Transazionale Socio-Cognitiva è uno dei filoni di sviluppo dell’AT Classica di Berne. È stata fondata da Scilligo che ha connesso l’AT classica con l’impianto formulato da Lorna Benjamin e la Mahler” (Scilligo, 2009).

[5] L’attaccamento insicuro è di vari tipi: evitante, ansioso-ambivalente e disorganizzato.

[6] Pio Scilligo (1928-2009): Psicologo Psicoterapeuta italiano, ha conseguito il Dottorato in Psicologia presso la Stanford Univesity in California nel 1968, si è specializzato in Psicoterapia della Gestalt e Analisi Transazionale in California, è stato professore presso l’Università Pontificia Salesiana e La Sapienza di Roma per 35 anni, nel 1987 ha fondato la rivista Psicologia, Psicoterapia e Salute, inoltre ha fondato e diretto due scuole di specializzazione in psicoterapia SSPC-IFREP e l’SSSPC-UPS con sede centrale a Roma. Ha elaborato un approccio di Analisi Transazionale integrata, l’Analisi Transazionale Socio-Cognitiva.

[7] Il concetto di “Stato dell’Io” è stato introdotto per la prima volta da Eric Berne, fondatore dell’Analisi Transazionale. Brevemente, uno Stato dell’IO consiste in un “Insieme coerente di pensieri, sentimenti e comportamenti che […] costituiscono la struttura della persona” (Mastromarino & Scoliere, 1999). Scilligo definisce gli “Stati dell’Io” dell’AT in termini più complessi. Infatti integra all’AT di Berne anche altri modelli come la teoria dell’attaccamento, il modello SASB della Benjamin e altri.

Gli “Stati dell’Io” sono definiti in base alla dimensione affettiva odio-amore e alla dimensione passività-attivazione, nella relazione con sé e con gli altri. Perciò individua tre superfici: il Sé, il Proponente o Genitore Relazionale, il Rispondente o Bambino Relazionale. Ogni Superficie presenta due dimensioni che creano quattro quadranti all’interno dei quali troviamo tre Stati dell’Io. Ogni Stato dell’IO è costituito da pensieri, sentimenti e comportamenti fatti di memorie dichiarative (coscienti) e procedurali (automatiche) appresi nel rapporto con l’altro significativo in infanzia e che si espletano, cioè si manifestano, nel rapporto con sé e con gli altri nella vita (Scilligo, 2009).