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Psicologa Psicoterapeuta - Analista Transazionale - Terapeuta EMDR

Attaccamento: i legami affettivi lungo la vita.

L’attaccamento intimo agli altri esseri umani costituisce il perno attorno cui ruota la vita di una persona, non solo nell’infanzia, nella pubertà, nell’adolescenza, ma anche negli anni della maturità, e poi, ancora, nella vecchiaia.” John Bowlby

John Bowlby, pediatra e psicoanalista di Londra, tra gli anni ’50 e 60′  introduce il concetto di Attaccamento, intendendo un particolare legame che si stabilisce tra persone specifiche, prima fra tutte la relazione tra madre e figlio/a.

Ogni essere umane nasce con la predisposizione ad attaccarsi al proprio caregiver e farà di tutto per mantenere tale legame da cui dipende la propria sopravvivenza fisica e psicologica.

Il sistema di attaccamento si attiva in caso di necessità al fine di ricevere protezione, cure e supporto dal caregiver, il quale a sua volta, cogliendo i segnali di richiesta di vicinanza, attiva il proprio sistema di accudimento al fine soddisfare i bisogni del bambino.

Lo stile di attaccamento appreso in infanzia contribuisce alla formazione dei MOI – Modelli Operativi Interni, cioè schemi mediante i quali la persona organizza le proprie esperienze e la propria visione del mondo in rappresentazioni di sé, dell’altro e delle relazioni. Impatta anche sulla regolazione emotiva, i processi cognitivi e il comportamento. Inoltre, tale stile di attaccamento appreso in infanzia, viene riproposto nelle successive relazioni affettive in età adulta. La figura preferita, costituisce una Base Sicura, cioè affidabile e coerente su cui poter fare affidamento e rivolgersi in caso di bisogno. Al momento della separazione, viene esperito un vissuto di angoscia e lutto per la perdita.

Stili di attaccamento e principali caratteristiche:

  • Sicuro: la persona si percepisce degna d’amore e percepisce l’altro come affidabile.
  • Insicuro: può essere di tre tipi.
  • Evitante: la persona si percepisce come non degna d’amore e non può contare sull’altro perché non disponibile o ostile perciò fa affidamento soprattutto su sé stessa e tende ad evitare intimità e condivisione, reprime i propri bisogni e desideri. il sistema di attaccamento si attiva scarsamente.
  • Ansioso: la persona si percepisce non degna d’amore e si aspetta che l’altro sia imprevedibile e incostante perciò tende a controllare spesso e a ricercare costantemente conferme e vicinanza. il sistema di attaccamento si attiva eccessivamente.
  • Disorganzzato: la persona è coinvolta in relazioni affettive connotate da maltrattamento, trascuratezza e violenza.

La Propensione a esperire l’angoscia per la separazione e il dolore per la perdita sono i risultati ineluttabili di una relazione d’amore, del fatto di voler bene a qualcuno.” John Bowlby

Esistono diverse tipologie di disturbi dell’attaccamento e un esempio è l’inversione dei ruoli o del figlio-caregiver, che si verifica quando il genitore non riesce ad assolvere alla funzione di accudimento a causa di patologie fisiche o mentali perciò il figlio, che dipende dal caregiver per la propria sopravvivenza, lo aiuta prendendosene cura ma assumendo eccessive responsabilità per la sua età.

Mary Ainsworth, ha elaborato una procedura standardizzata di ricerca da eseguire su madre e bambino per rilevare lo stile di attaccamento che si chiama Strange Situation.

Gli psicologi possono rilevare lo Stile di Attaccamento attraverso strumenti come AAI-Adult Attachment Interview e il test ECR.

 

BIBLIOGRAFIA

Bowlby J. (1989). Una Base sicura. Raffaello Cortina: Milano.

Brish K.H. (2007). Disturbi dell’Attaccamento. Giovanni Fioriti: Roma.

Holmes J. (1994). La Teoria dell’Attaccamento. Raffaello Cortina: Milano.