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Ricevo a Foligno (Perugia)

Psicologia Psicoterapia

Svolgo colloqui rivolti a giovani e adulti che vogliono un aiuto per fronteggiare le proprie difficoltà al fine di migliorare la propria vita.

Considero l’intervento psicologico come modalità per prendersi cura attraverso l’incontro e la collaborazione tra il professionista e il cliente, in un clima relazionale di cordialità, rispetto e empatia, in cui la responsabilità è condivisa e l’impegno reciproco, in vista di un obiettivo concordato esplicitamente (Contratto) con la persona, vista nella sua unicità e come avente delle difficoltà ma anche dotata di risorse.

L’approccio e le tecniche utilizzate, prevalentemente di Analisi Transazionale, consentono un’esplorazione di sé stessi e dei propri processi emotivi, cognitivi e comportamenti, tenendo conto del contesto attuale, della storia di vita e dei progetti futuri, per pervenire ad una maggiore consapevolezza di sé e realizzare dei cambiamenti per accrescere il BENESSERE della persona.

Mi occupo di:

  • disturbi dell’umore (depressione, ansia, attacchi di panico)
  • disturbi di personalità
  • difficoltà relazionali, in coppia, in famiglia, a lavoro
  • disturbi psicosomatici
  • dipendenza affettiva
  • separazioni e elaborazione del lutto
  • abuso in infanzia
  • figli resilienti
  • autostima
  • crescita personale

 

Come avviene il percorso

 

Il primo colloquio

Innanzitutto accolgo la persona, la osservo, ascolto come sta, che disagio sta vivendo e cosa le piacerebbe ottenere per sé da un percorso psicologico. Così inizio a conoscerla, a comprenderla e a sintonizzarmi in modo da metterla a proprio agio e favorire l’esplorazione di sé e costruire fiducia.

Restituisco una prima comprensione e rispettando i tempi della persona inizio ad esplorare con lei i suoi modi di funzionare (cosa sente, pensa e fa), la sua vita attuale (relazioni, lavoro, tempo libero, famiglia, obiettivi), la sua storia (famiglia d’origine, infanzia e adolescenza).

E’ possibile che proponga alla persona di rivolgersi ad un collega di fiducia o ad un servizio sul territorio.

Infine invito la persona a compilare un primo breve questionario, ne consegno altri da compilare a casa e restituire all’incontro successivo. I questionari sono utili a rilevare informazioni che integrano quanto emerge dalle narrazioni della persona e le osservazioni del terapeuta.

Mi occupo di aspetti pratici come l’orario e la frequenza degli incontri, il compenso, il consenso informato e la privacy.

 

I colloqui successivi

Nei successivi colloqui continuo con la persona nell’esplorazione di sé per rintracciare i temi importanti che tornano nella sua vita, cosa non ha mai raggiunto, cosa le accade sempre, cosa aveva ma sente di aver perso e magari vorrebbe recuperare, cosa non riesce proprio ad ottenere, per cosa sta male. In questo modo raccolgo informazioni utili per conoscere la persona e elaborare il modo migliore per aiutarla a procurarsi ciò che le serve per crescere e stare meglio. Contemporaneamente stimolo la consapevolezza e la conoscenza di sé. I modi di funzionare della persona sono i migliori che ha trovato fino a quel momento, e che sono stati per certi versi protettivi anche se oggi risultano ormai scomodi e fonti di sofferenza. Per questo la disfunzionalità merita rispetto e delicatezza. Inoltre, fornisco una restituzione dei questionari verificando con la persona se quanto emerso le corrisponde. La stimolo a formulare ulteriori richieste maturate a seguito della maggiore comprensione di sé, cosa le piacerebbe per sé e faccio delle mie proposte alla luce di quanto ho compreso e osservato.  In questo modo inizio a costruire insieme alla persona il suo contratto, l’obiettivo che desidera raggiungere nel percorso psicologico. Il contratto ha da essere quindi esplicito e condiviso, negoziato e costruito insieme al terapeuta, ha da vere anche le seguenti caratteristiche: ha da essere positivo, realistico, specifico, rispettoso degli altri e focalizzato su di sé. La persona ha da individuare cosa desidera, cosa è disposta a cambiare di sé per realizzare i propri obiettivi, da cosa si vedrà che ha raggiunto il contratto, come potrebbe eventualmente sabotarsi o bloccarsi. Il contratto può essere rinegoziato nel corso del percorso. Laddove la persona non fosse abituata ad osservarsi o stesse attraversando un periodo particolarmente difficile e delicato della propria vita e non fosse quindi possibile e sensato costruire nell’immediato un contratto di cambiamento, è possibile procedere con un contratto esplorativo e dei colloqui di sostegno psicologico, nel rispetto dei tempi e della disponibilità della persona.

In questi primi incontri la persona può inconsapevolmente “testare” il terapeuta.

 

Il percorso  

Una volta elaborato il contratto terapeutico, la persona può portare nei colloqui un problema accompagnato da una richiesta. A partire da episodi specifici, esplorare i modi di pensare, sentire e comportarsi della persona, in modo da portare alla consapevolezza quelli che sono automatici, individuare possibili collegamenti con figure significative del passato, questioni in sospeso e irrisolte, individuare possibili alternative di soluzione, approfondire e ampliare le convinzioni su di sé, sugli altri e sul mondo, insomma conoscere il proprio modo di funzionare, dove e come è stato appreso e cosa questo procura per poi darsi il permesso e allenarsi ad attuare scelte di funzionamento diverse, riguardanti cosa sentire pensare e fare, più consapevoli per pervenire ai risultati desiderati. Talvolta l’esplorazione richiede il contatto con emozioni forti, bisogni irrisolti, ricordi o vissuti presenti anche dolorosi. Questo avviene con l’empatia e il supporto del terapeuta. Infatti, per curare una ferita infettata affinché possa rimarginarsi, bisogna medicarla e a volte questo brucia un po’. Ma è necessario per avere il successivo beneficio della guarigione e dello star meglio.

Questo avviene nella cornice protettiva della relazione terapeutica caratterizzata da assenza di giudizio, rispetto, cordialità e da un terapeuta che pur restando sé stesso sceglie consapevolmente come comportarsi con la persona per stimolarla a sviluppare le risorse che le occorrono per stare meglio. La relazione ha da essere terapeutica di per sé, la persona ha da sperimentarsi in sicurezza, nel rispetto del terapeuta, e sperimentare una relazione diversa e una base sicura. A partire da questa esperienza relazionale, può apprendere nuovi modi di stare in relazione con sé e con l’altro che arricchiscono le sue modalità e che può trasferire all’esterno dello studio, nella propria vita.

Alla conclusione dell’incontro, posso verificare con la persona come sta e dove si trova rispetto al modo in cui è arrivata, cosa si porta via dal colloquio di utile per sé.

In fase avanzata del percorso posso proporre l’uso di tecniche gestaltiche per lavorare sui sogni e le figure significative del passato e il bambino che la persona è stata.

In termini tecnici: L’Analisi Transazionale si basa sull’analisi degli Stati dell’Io, del Copione a cui si ricollegano ingiunzioni, controingiunzioni, giochi, filtro delle carezze, passività, analisi degli elastici, del sistema ricatto. Integrando con l’Analisi Transazionale Socio-Cognitiva di Scilligo, che comprende la Terapia Ricostruttiva Interpersonale di Lorna Benjamin, è possibile analizzare le superfici Introietto, Proponente, Rispondente, i processi di copia (introiezione, identificazione, ricapitolazione) delle ipir (figure significative nell’infanzia) in base alla personalità dell’individuo. Oltre a ciò tengo in considerazione lo stile di attaccamento, il metamodello fatto di generalizzazioni, cancellazioni e deformazioni (PNL). In analisi Transazionale, il percorso prevede 4 fasi che possono intrecciarsi e sovrapporsi tra di loro: alleanza, decontaminazione, deconfusione, riapprendimento. Il fine ultimo è per Berne, fondatore dell’AT, l’autonomia intesa come consapevolezza, intimità e spontaneità. Per Scilligo, fondatore dell’AT socio-cognitiva, il fine ultimo è l’energizzazione della Quaterna del Benessere, ovvero degli Stati dell’Io Liberi e Protettivi presenti nel primo e nel quarto quadrante delle superfici, connessi all’attaccamento sicuro

 

La conclusione

Quando ci accorgeremo che il contratto è stato concretizzato, la persona può decidere di darsi un nuovo obiettivo o di stare con quello raggiunto e procedere nella propia vita con maggiore consapevolezza e una maggiore quantità di strumenti e risorse personali per godersi i benefici del suo percorso, perseguire i propri obiettivi e fronteggiare eventuali difficoltà che potranno presentarsi. Se lo desidera, la conclusione può avvenire gradualmente, con degli incontri sempre più diluiti nel tempo e potrà comunque ricontattarmi in futuro laddove lo ritenga opportuno. Può anche capitare che la persona decida di interrompere il percorso prematuramente per vari motivi, pertanto è possibile riservarsi un incontro per dare significato a tale decisione, fare una sintesi del percorso svolto e di cosa resta invece da approfondire e che magari la persona potrà riprendere in futuro.