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Motivazione e apprendimento

La decisione di impegnarsi in un compito dipende da molti fattori: attrazione dell’obiettivo, valori dell’individuo, immagine di sé e autostima, aspettativa di riuscita o rischio e motivazione.

 

“Ottenere successo significa impegnarsi con i propri talenti e le proprie potenzialità

per la progressiva realizzazionedi un obiettivoe di uno scopo,

ritenuto intimamente gratificante e degno di essere raggiunto.”

Pietro Lombardo

Che cos’è la motivazione

La motivazione è una spinta interiore che supporta la volontà di fare qualcosa da cui consegue un comportamento di attivazione e impegno o passività e rinuncia/rifiuto. La motivazione può essere di due tipi: intrinseca ed estrinseca.

La motivazione intrinseca nello studio si fonda sul piacere di apprendere, sapere e conoscere qualcosa di nuovo, per curiosità, interesse e passione.

La motivazione estrinseca nello studio si basa su una ricompensa esterna come un buon voto, sentirsi dire bravo dall’insegnante, fare bella figura con i compagni (o evitare di fare brutta figura), ricevere l’approvazione dei genitori o vederli contenti, ricevere un premio.

Nel caso dello studio, la motivazione è rappresentata dalla risposta ala domanda “Perché Studi?” (Lomnbardo, 1999).

 

La teoria sulla Motivazione alla Riuscita di Atkinson

Atkinson individua due aspetti della motivazione: la tendenza al successo e l’evitamento del fallimento. Da questi deriva il modello della Motivazione alla Riuscita che presenta quattro tipologie di stili.

 

Tipologia Successo/Fallimento Conflitto Atteggiamento Emozioni Persona
A) Over-strivers successo alta

fallimento alto

massimo Difensivo Paura

Inadeguatezza

è ambizioso ma anche ansioso, mostra scarsa creatività, si sente sotto stress e può presentare disturbi psicosomatici.
B) Success-oriented successo alta

fallimento basso

lieve Curiosità Fiducia è ambizioso e usa il fallimento come stimolo a migliorare.
C) Failure avoiders successo bassa

fallimento alta

lieve Disinteresse Procrastinazione Noia
Paura
Ansia
Non si mette in gioco, resta nelle zone di comfort.
D) Failure-acceptors successo basso

fallimento basso

minimo Indifferenza

Disinteresse Passività

Rassegnazione Rabbia chi presenta questo modello è tendenzialmente apatico.

 

 

La Teoria attributiva di Weiner

L’individuo a quali fattori attribuisce il proprio risultato in caso di successo o fallimento (percepito)? Di chi o di cosa è la responsabilità del risultato? questo è importante sia per lo studente che per l’insegnante dato che “le attribuzioni incidono sull’apprendimento scolastico, poiché influenzano le aspettative di riuscita, la persistenza di fronte alla complessità della situazione affrontata, la scelta del livello di difficoltà del compito, le emozioni, la motivazione, le prestazioni cognitive e il senso di autoefficacia.” (Stella et al., 2011).

Locus of control Stabilità Controllabilità attribuzione Frasi tipiche
INTERNO Stabile controllabile Tenacia  Ho insistito molto.
incontrollabile Abilità  Sono proprio bravo! Non sono proprio portato per..!
Instabile controllabile Impegno Mi sono impegnato, ho usato le strategie giuste
incontrollabile Umore,

stato di salute

Ero stanco, avevo maldipancia, avevo malditesta, non avevo dormito, ero triste perché mi è morto il cane.
ESTERNO Stabile controllabile Pregiudizio L’insegnante ce l’ha con me.
incontrollabile Facilità del compito Il compito era facile.
Instabile controllabile Aiuto Mi ha aiutato l’insegnante, mi ha aiutato il compagno.
incontrollabile Fortuna Mi sono capitate proprio le cose che sapevo.

 

Stili di motivazione

Gli stili motivazionali hanno diverse funzioni: protezione dell’autostima, immagine di sé (identità), senso di responsabilità e controllo, risposta a bisogni interni o pressioni esterne.

La relazione positiva tra motivazione e prestazione si accresce grazie all’uso di strategie di apprendiento efficaci grazie alle quali lo studente si percepisce competente e sviluppa fiducia (De Beni & Moè, 2000).

 

Tipi di stili di motivazione:

1) ottimistico: è caratterizzato da emozioni positive, capacità organizzative, concentrazione rivolta alle strategie efficaci anziché ai risultati e ai giudizi. ottiene buone prestazioni.

2) difensivo-pessimistico: è caratterizzato da emozioni negative ma anche da capacità di pianificazione. L’individuo teme il fallimento e si impegna con tenacia ad evitarlo. ottiene buone prestazioni.

3) autosabotante: è caratterizzato da emozioni negative e da scarse capacità di pianificazione, organizzazione e strategie. Sono invece presenti comportamenti irrilevanti per l’obiettivo. non ottiene buone prestazioni.

4) impulsivo: è caratterizzato da emozioni positive soprattutto un buon entusiasmo iniziale ma anche da scarsa pianificazione, organizzazione e strategie per cui ha la tendenza a perdere la motivazione anziché perseverare.

5) altri stili di demotivazione:

  • il timore di fallire e di essere oggetto di giudizi da parte di insegnanti, genitori e pari può comportare un ritiro dall’impegno che si manifesta con noia e disinteresse;
  • l’ansia in situazioni di apprendimento insorge in seguito a ripetute esperienze frustranti e di insuccesso e alla convinzione di non avere le capacità per farcela,
  • l’umore depresso e l’impotenza appresa che si accompagnano alla convinzione di non avere strumenti per far fronte alle richieste di apprendimento e di prestazione dell’ambiente.

 

“Dietro la distrazione c’è sempre un problema di demotivazione allo studio,

causato da una storia sofferta e frustrante con l’ambiente scolastico e/o l’attività di studio.”

P. Lombardo

 

Bibliografia:

Stella, G., Grandi, L. (a cura di) (2011). Come leggere la dislessia e i dsa. Firenze: Giunti Scuola.

De Beni, R., Moè, A. (2000). Motivazione e apprendimento. Bologna: Il Mulino.

Lombardo, P. (1999). Dalla motivazione al metodo di studio. Roma: Vita Nuova.