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La distinzione tra Codipendenza e il Prendersi Cura – tradotto da Sharon Martin lcsw

Qual è la differenza tra un sano prendersi cura e codipendenza?

E’ naturale esprimere affetto e vicinanza prendendosi cura degli altri, specialmente quando ti accorgi che una persona a te cara è in difficoltà o sta male. Tuttavia, non sempre è così chiara la distinzione tra codipendenza e prendersi cura.

Certamente non tutte le cure sono cattive o malsane. Quando si cerca di determinare se il nostro prendersi cura si basa sulla codipendenza, è utile dare un’occhiata ai motivi per cui aiutiamo e a quale risultato ci aspettiamo. Il vero aiuto è dato perché vogliamo aiutare non perché sentiamo di doverlo fare o perché ci sentiamo in colpa se non lo facciamo. Il vero aiuto non è cercare di evitare alle persone le conseguenze delle proprie scelte e azioni. E non favorisce la dipendenza facendo qualcosa per gli altri che essi stessi possono fare da sé.

Per comprendere meglio la differenza tra la cura del codipendente e il vero aiuto, diamo un’occhiata più da vicino ad alcune differenze.

I codipendenti hanno bisogno di essere necessari

I codipendenti gravitano intorno alle persone di cui possono prendersi cura – ad esempio una persona che lotta con una dipendenza, la malattia mentale o fisica, l’immaturità emotiva e così via. Questo mette i codipendenti in grado di aiutare, riparare o salvare.

Nei codipendenti, il prendersi cura alimenta l’autostima, il bisogno di essere necessari e restituisce il senso di avere uno scopo. Spesso sviluppano la falsa credenza che finché sono necessari, non saranno abbandonati o respinti. Quindi, prendersi cura dà loro un senso di sicurezza.

L’aiuto codipendente non ha confini

I confini differenziano una persona dall’altra. Chi ha dei confini forti, è chiaro su quali sono le sue responsabilità e quali no. E’ consapevole dei propri sentimenti e non lascia che i sentimenti degli altri lo invadano. E’ chiaro su ciò che gli piace e non gli piace. Capisce di cosa ha bisogno e si attiva per soddisfare quelle esigenze.

La cura del codipendente invece si basa su confini invisibili. I codipendenti cercano di risolvere i problemi di altre persone o di fare le cose per loro (il che può portare a sentirsi capaci e competenti). Offrono consigli non richiesti. Si sforzano di trovare idee e soluzioni nostre, senza tener conto di ciò che vogliono i nostri cari. In altre parole, il prendersi cura in questo caso non rispetta le loro preferenze, le loro abilità e il diritto all’autodeterminazione. In effetti agli altri può sembrare spesso più un’intromissione che una cura.

I codipendenti diventano ossessionati dalle altre persone e dai loro problemi

I confini invisibili possono anche contribuire all’ossessione per le altre persone e i loro problemi. Ci comportiamo come se i loro problemi fossero nostri e ci sentissimo obbligati a fare qualcosa con il pretesto di aiutarli o prenderci cura di loro. Dedichiamo molto tempo ed energie a preoccuparci, ricercare e cercare di aiutare, riparare o salvare.

A volte, ci concentriamo così tanto sulle altre persone e sui loro problemi che abbiamo difficoltà ad allontanarci e lasciare che gli altri facciano le cose a modo loro e coi loro tempi. Continuiamo a cercare di aiutare anche quando ciò è dannoso per noi stessi e per i nostri cari.

I nostri confini labili e il nostro spingerci ad “aiutare” ci impedisce di prenderci cura di noi stessi. Il nostro focus è talmente centrato sui bisogni degli altri, da non prestare attenzione ai nostri. Il che significa che a lungo andare saremo esausti e insoddisfatti. E quando non coltiviamo i nostri hobby e altre relazioni, ci focalizziamo ancora di più sui problemi della persona amata e su cosa possiamo fare per lei.

La cura codipendente fa sentire risentiti

Prendersi cura di una persona cara può far sentire bene con sé stessi e aumentare l’autostima. Tuttavia, la cura può anche essere una grande fonte di risentimento per i codipendenti. Questo risentimento deriva dal desiderio non solo di aiutare o prendersi cura ma anche di cambiare l’altra persona. Spesso ci sentiamo in dovere di dare consigli non richiesti, di imporre le nostre soluzioni e idee agli altri e di cercare di convincerli a risolvere i loro problemi secondo le nostre idee. Questo raramente funziona e quindi finiamo col sentirci frustrati, non apprezzati abbastanza e pieni di risentimento.

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Domande per aiutarti a differenziare la codipendenza e il prendersi cura sano

  • Mi sento in dovere di aiutare o “riparare” qualcuno?
  • È difficile concentrarmi sui miei bisogni?
  • Mi preoccupo molto dell’altro e dei suoi problemi?
  • Sto aiutando o mi sto sostituendo all’altro?
  • Sto aiutando in un modo che stimola l’indipendenza o la dipendenza?
  • Mi sento vuoto, senza scopo o ansioso quando non aiuto qualcuno?
  • Fornisco consigli non richiesti o cerco di aiutare in modi che non sono desiderati o apprezzati?
  • Mi sento in colpa se non provo tutti i modi possibili per aiutare qualcuno?
  • Aiuto in modi che mi influenzano negativamente?
  • Mi sento più a mio agio nel dare aiuto? Evito di chiedere aiuto?
  • Mi sento superiore o come se avessi tutte le risposte – se solo gli altri mi ascoltassero?
  • Le mie relazioni sono sbilanciate perché do ma non ricevo?
  • Sto aiutando perché voglio o perché sento di doverlo fare?
  • Ho chiesto all’altro se vuole aiuto e di che tipo di aiuto ha bisogno?

Ridurre la codipendenza

Se ti accorgi che la codipendenza è il tuo modo di entrare e stare in relazione, puoi avvalerti di alcuni rimedi. Di seguito sono riportati dei suggerimenti per ridurre la codipendenza:

  • Sviluppa un senso di sé e confini più chiari,
  • Evita di sostituirti,
  • Gestisci la tua preoccupazione e l’ansia,
  • Sintonizzati sui tuoi bisogni e aumenta la cura di te stesso,
  • Pratica il distanziarsi con amore,
  • Riduci i comportamenti di controllo.

Iniziare a fare questi cambiamenti non significa che ti disinteressi degli altri o che non sei disponibile. Ridurre la codipendenza ti permetterà di avere relazioni più sane, bilanciate e con reciprocità, e a lungo termine. Ti permetterà di dare con il cuore aperto, senza risentimento, senza legami simbiotici e senza illusioni.

Tradotto e adattato da Sharon Martin, LCSW titolo originale “Is It Codependency or Caring?